
Guerriglia urbana a Torino
Torino, guerriglia urbana al corteo per Askatasuna: scontri con la polizia e reazioni politiche
Una manifestazione di protesta a Torino in sostegno del centro sociale Askatasuna è degenerata in violenti scontri con le forze dell’ordine, lasciando dietro di sé decine di feriti, blindati della polizia dati alle fiamme e una forte tensione politica. La protesta si era svolta in seguito allo sgombero del centro sociale avvenuto nei mesi precedenti, quando la struttura — attiva da quasi trent’anni nella città — era stata occupata da movimenti antagonisti e successivamente sgomberata dalla DIGOS per ordine del ministero dell’Interno.
Secondo quanto riportato dalle cronache locali, alla manifestazione avevano partecipato migliaia di persone provenienti da tutta Italia, in quello che doveva essere un corteo pacifico di solidarietà. Tuttavia, una parte dei manifestanti, composta da gruppi autonomi e antagonisti con il volto coperto, ha iniziato a provocare scontri con la polizia. Bombe carta, petardi e oggetti improvvisati sono stati lanciati contro gli agenti, che hanno risposto con gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e ordine di avanzare in cordoni per contenere i violenti.
Scene di guerriglia nel cuore di Torino
La situazione è degenerata soprattutto in corso Regina Margherita, dove gruppi di antagonisti hanno tentato di sfondare i cordoni delle forze dell’ordine cercando di raggiungere la ex sede del centro sociale. Oltre ai lanci di bombe carta e razzi, alcuni cassonetti e un blindato della polizia sono stati dati alle fiamme, alimentando un clima di guerriglia urbana che ha spinto le autorità a rafforzare i controlli nei quartieri circostanti.
Durante gli scontri un agente è stato aggredito e ferito dopo essere stato accerchiato dai manifestanti, con calci, pugni e colpi di martello, riportando contusioni ma non in pericolo di vita. Anche diversi altri poliziotti e carabinieri hanno subito ferite lievi o medie. Una troupe di una nota emittente televisiva è stata aggredita mentre effettuava riprese degli scontri, costretta a lasciare la zona dopo essere stata bersagliata da sassi e minacce.
Le reazioni istituzionali: Meloni e Piantedosi attaccano la magistratura
La manifestazione e gli scontri hanno provocato reazioni immediate da parte dei principali esponenti politici. La presidente del Consiglio ha duramente condannato gli episodi di violenza definendo quei gruppi come “nemici dello Stato”, sostenendo che i responsabili “devono essere trattati per quello che sono, senza sconti o giustificazioni”. La premier ha invitato pubblicamente la magistratura a “fare la sua parte”, sollevando un dibattito sulla percezione istituzionale della risposta giudiziaria a questi atti di protesta violenta.
Il ministro dell’Interno ha usato un linguaggio simile, definendo gli antagonisti “un pericolo per la democrazia” e auspicando strumenti più forti per contrastare la violenza urbana. Anche altri esponenti del governo – inclusi vicepremier – hanno espresso solidarietà alle forze dell’ordine impegnate nel contenimento degli scontri.
Condanne trasversali e solidarietà alle forze dell’ordine
Nonostante i toni duri della maggioranza, esponenti di altre forze politiche, tra cui il leader di un importante partito di opposizione e la segretaria di un altro partito, hanno condannato gli scontri e definito le scene “inqualificabili”. Anche il Presidente della Repubblica ha telefonato al ministro dell’Interno per esprimere solidarietà a tutti gli agenti feriti durante i disordini, ribadendo l’importanza della tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini e delle forze dell’ordine.
Le autorità locali hanno reso noto che sono stati effettuati diversi arresti e che proseguiranno le indagini per identificare i responsabili degli episodi più gravi di violenza, mentre la città rimane sotto stretta sorveglianza da parte delle forze di polizia per evitare ulteriori escalation.